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La medaglia 2014



La Maratona di Roma ha lanciato la scorsa primavera un concorso rivolto agli studenti degli istituti d’arte per disegnare la medaglia celebrativa della 20esima edizione. Tra i circa 100 elaborati pervenuti agli organizzatori, 10 sono stati selezionati da una giuria composta da artisti, professori degli istituti d’arte e organizzatori della Maratona di Roma. Infine sono state selezionate 4 opere, e una giuria composta da Alfiero Nena, Presidente Onorario dell’Associazione Nazionale Scultori d'Italia, Augusto Frasca, storico dello sport; Stefano Baldini, olimpionico di maratona e direttore tecnico settore giovanile Fidal, Enrico Castrucci, Presidente Maratona di Roma e Roberto Dottorini, ceramista e scultore, ha decretato la vincitrice. La scelta è ricaduta sull’opera realizzata da Igor Spadoni, romano, 22 anni, diplomato al Liceo Artistico Ripetta di Roma, che attualmente vive a Berlino dove sta sviluppando un progetto artistico.

La medaglia, che sarà prodotta in 18.000 esemplari, sarà consegnata ai podisti che taglieranno il traguarda della 20^ Maratona di Roma del 23 marzo 2014.

 

 

DESCRIZIONE DELL’OPERA

A) La struttura: presenta sinteticamente tre elementi principali che simboleggiano la Corsa

Il Colosseo, oltre a specificare che la maratona si svolge a Roma, ha l’obiettivo di marcare un preciso spazio temporale appartenente al passato che viene superato dall’atleta.

La figura umana centrale, che presenta caratteristiche fisiche femminili e maschili, duplice sessualità intenta ad avvicinare l’uomo e la donna mostrando la loro sublime energia nella diversità e complicità dei loro corpi (e menti) per rendere finalmente giustizia a tutti gli atleti donna che si sono viste premiare con medaglie quasi sempre di stampo maschile, realizzate attorno all’immagine dell’uomo, con la giustificazione della forza e della capacità fisica.

Lo sfondo arioso, come fosse una bolla di vento che l’atleta lascia dietro sé durante la corsa. Inoltre la posizione della testa inclinata all’indietro e rivolta verso l’alto a prendere un grande respiro per poter continuare la corsa. Lo sfondo si modifica nella metà sinistra della medaglia e va a prendere forma grazie allo spostamento d’aria che la figura centrale provoca correndo, andando poi a creare nella parte superiore uno spigolo acuto, vettore del verso della corsa.

 

B) Il dinamismo delle gambe: è frutto di uno studio dal vero degli scatti muscolari principali che interessano l’atto della corsa. Dopo una sintesi iniziale di questi, il risultato che si vede nella medaglia è dovuto a molteplici sovrapposizioni delle posture muscolari, dando così origine al dinamismo.

 

C) La direzione: va da destra verso sinistra, che nella tradizione figurativa occidentale rappresenta uno svolgimento contrario alla comune logica di lettura. Questa scelta di una direzione insolita, è da parte mia non solo una critica alla lettura comune degli eventi e del tempo, ma anche un invito a prendere in considerazione la possibilità di poter scegliere verso infinite direzioni, ogni singolo verso la propria meta e la somma di tutte le direzioni liberamente perseguite sarà un minimo comun vettore: la cultura.

 

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