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Medaglia Maratona di Roma 2016



L’Acea Maratona di Roma ha promosso anche quest’anno un concorso rivolto a giovani artisti italiani per disegnare la medaglia celebrativa della 22^ edizione del 10 aprile 2016. All’iniziativa, che gode del patrocinio della Regione Lazio, hanno partecipato gli studenti di Istituti d’Arte, Licei Artistici, Accademie, nonché artisti membri di Associazioni Culturali regolarmente costituite presenti sul territorio nazionale.

 

Tra le decine di elaborati pervenuti agli organizzatori, ne sono stati selezionati 4 da una giuria composta da artisti, professori degli istituti d’arte e organizzatori della Maratona di Roma. Le opere finaliste sono state quelle realizzate da Maria Cristina Marmo, Ambra Nadalini, Marco Pittacci e Ralf Trillana.

 

La scelta è ricaduta sull’opera realizzata da Marco Pittacci, 28enne romano laureato nel 2012 in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma e attualmente studente del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, che oggi nella sede della Regione Lazio è stato premiato dagli organizzatori della maratona.

 

La medaglia, che sarà prodotta in 18.000 esemplari, sarà consegnata ai podisti che taglieranno il traguarda della 22^ Acea Maratona di Roma.

 

 

 

 

DESCRIZIONE DELL’OPERA: “L’ACQUA SCORRE E IL VENTO SOFFIA”

Nell’opera realizzata dall’artista Marco Pittaci sono rappresentati gli atleti, uomini e donne, pensati come una massa unica, senza finalizzare l’attenzione sul singolo, accompagnati da linee curve che ne accentuano il movimento. Da sfondo, in sintesi stilistica, sono rappresentati l’Acquedotto Claudio, in linea con il tema dell’acqua scelto quest’anno dall’evento e il Foro Romano che, tradizionalmente, fa da cornice alla partenza della Maratona di Roma. Sulla sinistra si notano in un piano più ravvicinato i resti del Tempio di Saturno che, dopo il Tempi di Vesta e Giove è il più antico luogo sacro romano. In modo velato è stato inserito anche un simbolo, il pesce, legato all’anno Giubilare: tale simbolo, dal significato polisemico, è di origine pagana ma fu adottato per lungo tempo dai cristiani sia per rappresentare il Cristo sia per riconoscersi in tempi di persecuzioni.

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