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Ci sono quarantaduechilometriecentonovantacinquemetri dentro la Maratona di Roma che hanno a che fare col cuore, con la testa, con i ricordi, con la scoperta di una città, Roma che nonostante sia la più bella e conosciuta del mondo ha degli angoli meno noti. Inutile parlare dei monumenti e di quegli scorci che il mondo ha imparato ad amare e ad ammirare ed a fare suoi, questo viaggio vuole essere un’avventura dentro il cuore di una città che batte in nome del cinema che ne ha immortalato piazze e vie, della storia che ci ha costruito leggende e fatti memorabili. Della quotidianità che solo chi vive a Roma conosce.

Lasciate alle spalle, dopo la partenza, le meraviglie del Colosseo e di via dei Fori Imperiali, appena fatto il giro di Piazza Venezia ecco il primo fotogramma cinematografico: a piazza dell’Ara Coeli (dopo 700 metri di cor
sa) c’è il bar di Gabriella (Catherine Spaak) la fidanzata di Mandrake (Gigi Proietti) nel film “Febbre da Cavallo”. E subito dopo a via Petroselli sulla destra c’è il palazzo dell’Anagrafe dove sono registrati tutti i nati a Roma ed il palazzo dove tutti i romani pagano le tasse…insomma non un posto amatissimo in città! Per la pignoleria siamo ad 1 km e 300metri di gara. Però qui è anche ambientata una scena del delizioso “Vacanze romane” con Cary Grant ed Audrey Hepburn che scorrazzano con la vespa in una bellissima giornata di sole.

E appena si imbocca via dei Cerchi ecco un altro palazzo amministrativo che fino a qualche anno fa custodiva tutti i certificati elettorali dei cittadini romani. La via costeggia tutto un lato del Circo Massimo (a destra), le Terme di Caracalla a sinistra,  e sbuca in piazza di Porta Capena (2,4km) dove mentre si gira a sinistra per viale Aventino si scorge l’imponente mole del Palazzo della Fao. Alla fine si arriva in Piazza di Porta San Paolo (3,5 km percorsi) teatro di due fatti di cronaca importanti per la storia della città : nel settembre del 1943 qui si svolse l’ultima grande battaglia della resistenza romana contro i nazisti che occupavano la città e nel 1960 gli operai che si erano radunati per una manifestazione di protesta per i lori diritti furono duramente caricati da uno squadrone di carabinieri a cavallo guidati, si dice dal capitano Raimondo D’Inzeo (il più bravo cavaliere del secolo scorso, campione olimpico di salto ostacoli a Roma nel 1960) anche se il diretto interessato smentisce decisamente.

Superata la
piramide Cestia è il momento di imboccare viale Ostiense e di costeggiare quella parte dove fino a qualche anno fa c’erano i Mercati Generali, cuore del commercio alimentare, e non solo, romano e che ora sta cercando una sua riqualificazione attraverso mille progetti. E’ da qui che i “fruttaroli” Remo e Augusta nell'episodio “Vacanze Intelligenti” del film "Dove vai in vacanza?" di Alberto Sordi partono per il loro giro di Italia. E siamo intorno ai 4 km e 200 metri

Finita viale Ostiense si piega sulla destra per andare ad imboccare Ponte Marconi. Prima di imboccarlo basta girare la testa sulla sinistra per scorgere la discesa che porta all’ex Cinodromo di Roma, chiuso dal 2002 ed oggi trasformato in un canile comunale. Sempre sulla sinistra ma alla fine di Ponte Marconi c’è uno spettacolare maneggio che si adagia sulle rive del fiume Tevere. Sono già 7 km e spiccioli di Maratona.

Poi si prende a destra, si costeggia il Tevere e si aggira la zona di viale Marconi una di quelle più ricche di commercio dell’intera città, con la vista sull’imponente scheletro cilindrico del Gazometro, un “nuovo monumento” capitolino. Si sbuca a Piazzale della Radio si va diritti verso via Portuense ma si gira subito dopo il ponte della ferrovia perché quale metro più avanti si scorgono le bancarelle del mercato di Porta Portese, il luogo degli affari dell’usato di Roma, aperto solo la domenica mattina, immortalato da Claudio Baglioni in una delle sue celebri canzoni all’alba della sua carriera e da tante scene di film. Una su tutte quella del furto di una macchina fotografica usata ad opera di Mastroianni, Manfredi e Tiberio Murgia nel meraviglioso “I soliti ignoti” di Mario Monicelli. E’ il primo quarto di gara tra il nono ed il decimo chilometro.

Il tempo di vedere la gente che si affolla a Porta Portese e si gira verso un altro dei luoghi storici della città : Testaccio, il quartiere storico ed uno dei più antichi. Il primo impatto è con Ponte Testaccio che porta davanti all’ingresso dell’ex mattatoio intorno al quale sono nate storie e leggende di tutti i tipi. Era stato costruito su questa parte del Tevere in modo che l’aria e la corrente portassero via dalla città gli effluvi ed i resti della carne verso il mare. Qui  c’è anche il Monte dei Cocci, una discarica di epoca romana che serviva da deposito delle anfore che venivano sbarcate dalle navi che approdavano al porto fluviale del Tevere. Oggi i “grottini”, i magazzini del porto, sono diventati ristoranti e locali notturni tra i più rinomati della città. E c’è, o meglio c’era il Campo Testaccio, il campo di legno della Roma Calcio (che nacque proprio qui nel 1927) dove i giallorossi giocarono dal 1929 al 1940:” « Campo Testaccio c'hai tanta gloria, nessuna squadra ce passerà. Ogni partita è 'na vittoria, ogni romano è n'bon tifoso e sà strillà. Petti d'acciaio, astuzia e core, corpi de testa da fa incantà. Passaggi ar volo cò precisione, vola er pallone che la rete và a trovà. » Sono le prime strofe del primo inno della Roma dedicate proprio al campo di gioco.

Per uscire da Testaccio si gira a sinistra per via Marmorata e girando la testa subito a sinistra gli appassionati del genere riconosceranno la via dove era stata scelta la casa del ragionier Fantozzi in “Fantozzi contro tutti” e non solo: in via Bodoni c’è anche il fornaio della scena con Diego Abatantuono che fa il playboy con la moglie di Fantozzi stesso “Sò diabolico nell’amplesso…sprupurziunat’ pè quanto riguarda le dimensioni…..”. Abbiamo fatto 11 chilometri

Ed eccoci s
ul lungotevere, direzione centro città. Si passa sotto tre dei più bei posti di Roma : la basilica di San Saba all’Aventino, il Giardino degli Aranci proprio a fianco, e quasi all’altezza del Circo Massimo, il Roseto comunale, tre oasi di colori e pace ineguagliabili che possiamo intravedere sulla nostra testa quando stiamo correndo il 12 chilometro e mezzo della gara.

Qualche decina di metri dopo siamo vicini alla Sinagoga, uno dei tre luoghi di culto che la Maratona incontra nel suo percorso.
La via subito prima della Sinagoga, sulla destra, è quella dove abita Aldo Fabrizi quando interpreta il maresciallo della Guardia di Finanza nel film “I tartassati” e dove Totò e Luis de Funes lo aspettano una mattina all’alba per accompagnarlo a caccia.

 
Da qui c’è un lungo tratto di Lungo Tevere che si sussegue e che passa davanti al Tribunale dei Minori (l.go tevere dei Fiorentini) e davanti a Castel Sant’Angelo. A proposito, proprio all’altezza di ponte Sant’Angelo (14,6 km) attenzione perché sul ponte potrebbe capitare di vedere Enrico Maria Salerno vestito da capitano delle guardie del papa nel film “In nome del papa re” oppure a destra, in via del banco di Santo Spirito, potrebbe capitare di vedere uscire di casa la mamma del Dottor Guido Tersilli “Il medico della mutua” uno dei capolavori di Alberto Sordi.

Alberto
ne protagonista anche di un film ambientato dentro il Palazzaccio come veniva chiamato a Roma il vecchio Palazzo di Giustizia sul lungotevere, “Tutti dentro”, palazzo davanti al quale la Maratona passa, attorno al 15°chilometro, anche se sulla sponda opposta del fiume. Nel palazzaccio anche Orson Welles girò parte del suo “Il processo” il film tratto dal capolavoro di Franz Kafka. Un ponte dopo si attraversa il fiume per arrivare a Piazza Cavour dove troviamo i giardini nei quali sempre Sordi sedeva all’inizio ed alla fine del film “Il commissario”in attesa della sua fidanzata.

Piazza Cavour e soprattutto via Crescenzio ci introducono nel quartiere Prati della capitale. Un quartiere importante, chic, ricco, commerciale e molto bello. Qui nel 1900 a Piazza della Libertà (ci passiamo vicini) è nata la Lazio calcio, ma prima di addentrarci in Prati facciamo una deviazione verso sinistra dirigendoci a San Pietro. Una curiosità: in via della Traspontina, che ci immette su via della Conciliazione e quindi davanti a San Pietro, fino a vent’anni c’era il cinema Mercury che proiettava solo film per adulti. Poi qualcuno si è accorto della situazione imbarazzante ed ha destinato quel palazzo ad usi molto più consoni alla zona, oggi è una sede dell’Università LUMSA.

Finalmente siamo nel cuore della cristianità, via della Conciliazione con la Basilica di San Pietro che domina la scena. Un flash su piazza San Pietro tra i centomila che l’hanno immortalata dietro la macchina da presa : quello di Al Pacino che nella terza parte de “Il Padrino” si reca in Vaticano per trattare l’ingresso della famiglia nella Internazionale Immobiliare. Gli atleti, che a questo punto hanno fatto 17300metri,  girano verso destra e si immergono attraverso piazza Risorgimento nel quartiere di Prati.. Si corre dritti su via della Giuliana e si arriva a Piazzale Clodio (dove si segna il chilometro 18,6), sede del Tribunale di Roma, il nuovo Palazzo di Giustizia. Da qui ancora a destra per viale Mazzini e piazza Mazzini. Due flash: poco più avanti di dove il percorso piega a sinistra ci sono il cavallo e la sede della Rai, e la chiesa del Cristo Re dove nel “Medico della mutua” Alberto Sordi ha girato la scena del funerale del Dr. Bui, il medico del quale prenderà il posto “ con migliaia di mutuati”.

C’è piazza Bainsizza,
con un vecchio deposito degli autobus dell’Atac, e viale Carso, sede di una scena di “L’amore è eterno finchè dura” di Carlo Verdone: ci sono gli studi televisivi dove Laura Morante lavora come conduttrice e c’è il cartello virtuale del 20° km della Maratona.
Da qui si corre verso il fiume e quella parte di lungo Tevere che dalla fine di settembre è piena di camion e bancarelle che vendono libri usati per la scuola, una vera manna per chi non vuole spendere troppi soldi per i testi nuovi.

Un chilometro ed 800 metri dopo, giunti a Piazza Maresciallo Giardino si gira verso lo stadio Olimpico ma subito sotto c’è via di Capoprati, una via che corre pochi metri sopra le acque del fiume. Qui c’è un oasi naturalistica del WWF davvero interessante, e pochi metri più avanti c’è il posto dove Mimmo Carotenuto nel film “Febbre da cavallo” tenta di suicidarsi prima che gli altri protagonisti del film lo fermino e diano inizio alla “mandrakata” finale.

Dall’edizione 2012 della Maratona, grazie al cambio del percorso, si passa dall’altra parte del fiume percorrendo Ponte Duca d’Aosta. Eccoci su lungotevere Thaon di Ravel, poi Salvo D’Acquisto, e raggiungiamo Ponte Milvio.

Fermiamoci un attimo (non la corsa ma col racconto, siamo un po’ oltre metà gara al 23,2 km percorsi). Qui nel 312 dopo Cristo, l’imperatore Costantino sconfisse Massenzio e diede inizio ad una nuova fase per l’impero romano. La leggenda racconta che la sera prima della battaglia, il 27 ottobre, Costantino ebbe una visione: una croce latina con una P e sotto questa figura la scritta “In hoc signo vinces” “Con questo segno vincerai”. Così dopo la vittoria il nuovo imperatore decise che il cristianesimo non dovesse più essere perseguito nell’impero e ne sancì praticamente l’ufficialità, con le conseguenze che tutti noi conosciamo.


In tempi recentissimi i romani hanno ricominciato ad avere familiarità con questo bellissimo ponte perché dopo il libro di Federico Moccia “Tre metri sopra il cielo” ed il successivo film di Luca Lucini è diventato meta di tutti gli innamorati che vengono qui a suggellare il loro amore legando un lucchetto di ferro ai lampioni del ponte. Un fenomeno incredibile che in città ha suscitato polemiche di ogni genere.



Superato il ponte di Corso Francia, si scende nella zona dell’Acqua Acetosa, una delle zone più sportive di Roma. Scorrono sulla sinistra i più prestigiosi circoli sportivi della città: il Circolo dei Cavalieri di Colombo, il Circolo degli Ufficiali della Marina, quello del Canottieri Lazio e subito dopo quello del Canottieri Roma, il Canottieri Aniene 1893. Doppiato il Circolo Sportivo Montecitorio, si ripunta verso ovest, toccando il quartiere Parioli. In viale Maresciallo Pilsudski, svolta secca a destra e siamo nel Villaggio Olimpico. Qui sono state girate diverse di Mamma Roma, uno dei capolavori di Pierpaolo Pasolini, interpretato da Anna Magnani nel ruolo di una prostituta decisa a cambiar vita.

 
Usciti dal Villaggio Olimpico siamo nel cuore del quartiere Flaminio. Dalle parti di piazza Mancini – viale Tiziano si vede in lontananza un palazzo immortalato nella prima scena di “Fantozzi contro tutti”, il palazzo dove lavora il mitico ragioniere. Via Guido Reni, il Maxxi, un paio di curve e siamo di nuovo sul Lungotevere Flaminio, in piazza Gentile da Fabriano. Puntiamo a sud, costeggiando il Tevere.

Si passa per piazza delle Belle Arti dove è stato ambientato, in uno dei due meravigliosi palazzi d’angolo, il film di Gabriele Lavia e Monica Guerritore “Scandalosa Gilda” e si prende (in contromano rispetto alla viabilità normale) il Lungo Tevere delle Navi che porta al Ministero della Marina Mercantile (a sinistra, è un palazzone enorme riconoscibile dalle due monumentali ancore nere che ne segnalano l’ingresso).

Improvvisamente, e col 33° chilometro, si entra nel cuore del centro storico di Roma col sottopasso di Ripetta e con passeggiata di Ripetta. Qui c’era una trattoria dove i due protagonisti di “Ladri di biciclette” (Antonio e Bruno) di Vittorio De Sica, un capolavoro del 1948, entrano “ per mangiarsi un supplì”. Ed eccoci a piazza Augusto Imperatore dove oltre al Mausoleo di Augusto, il cinema ha ambientato tante scene. Ne ricordiamo due dello stesso film quel “Febbre da cavallo” già citato. La prima è quella dove Gigi Proietti, travestito da vigile urbano cerca di girare uno spot pubblicitario “Whisky maschio senza rischio” sarebbe la frase giusta ma s’inceppa così tanto che viene cacciato. Allora si sposta di qualche metro e ferma un autista e dopo uno straordinario giro di parole gli fa “Sono…47 mila e 500 lire… che fa concilia?”

A questo punto siamo nel pieno del centro di Roma e la storia parla da sola, al punto da rendere quasi superfluo qualunque commento e ricordo. Vale la pena di segnalare a via Zanardelli, km 34, il bellissimo Museo Napoleonico, prima di tuffarsi nell’ovale di piazza Navona, una volta, ai tempi degli antichi romani adibito a vasca per le battaglie navali, set cinematografico per mille film, tra i quali “Poveri ma belli” e corso Rinascimento dove c’è la sede del Senato della Repubblica.

Ci avviciniamo alla fine della Maratona ma c’è ancora qualche spigolatura. Per esempio a largo di Torre Argentina (i chilometri sono 35) oltre ai resti del mercato romano, ricordiamo di una scena del film “Romanzo Criminale” quello di Michele Placido. E’ quando il Libanese incontra l’uomo dello stato col Dandi ed il Freddo che attendono nascosti l’esito del colloquio. “Ma che c’ha in testa quello, la mortadella?” dice il Dandi a proposito del misterioso interlocutore.

Dopo largo di Torre Argentina si
passa per Piazza del Gesù dove per anni c’è stata la sede della Democrazia Cristiana ed immettendosi su via del Plebiscito verso piazza Venezia sulla destra si scorge il palazzo che fu invece la sede del Partito Comunista.

E adesso si va per via del Corso dove girando la testa a destra e
sinistra si osservano alcuni luoghi storici e significativi dell’Italia e di Roma : Palazzo Chigi e la sede del giornale Il Tempo, la Galleria Alberto Sordi (ex galleria Colonna) che sono praticamente alla stessa altezza; Piazza del Popolo, teatro di tante feste e concerti per la città di Roma, dove c’è anche una chiesa, Santa Maria del Popolo, all’interno della quale si trova una scultura del maestro Alfiero Nena, il creatore delle medaglie celebrative della Maratona di Roma, e dove sono state ambientate alcune scene importanti del film “Angeli e demoni” con Tom Hanks, tratto dal romanzo di Dan Brown.

Subito dopo si imbocca via del Babbuino. Nascosta sulla sinistra di questa via c’è una delle strade più belle di Roma, via Margutta la via degli artisti, sede di atelier di pittori e scultori, ma anche la residenza romana del grande Federico Fellini. Si sbuca a Piazza di Spagna e subito a sinistra c’è il Collegio del San Giuseppe de Merode, un’istituzione storica a Roma anche per lo sport. E poi piazza di Spagna è stato un set naturale per decine di pellicole cinematografiche e televisive. Citiamo proprio “Le ragazze di Piazza di Spagna” del 1952 con Marcello Mastroianni, Lucia Bosè, Ave Ninchi, Eduardo De Filippo.

Da qui, mancano 4 km e 195 metri alla fine, andando dritti verso via del Tritone si passa per via Due Macelli, sede del quotidiano l’Unità, ma prima di lasciare la piazza sulla destra c’è il palazzo della Congregazione per la Difesa della Santa Fede, ed a sinistra in alto lo storico atelier del grande Valentino. A via del Tritone c’è la storica sede del Messaggero, l’altro grande quotidiano della città (si vede subito appena si imbocca la via) e proprio dall’altra parte del marciapiede nel già ricordato “Guardie e ladri” Totò prende un taxi per scappare dall’ennesimo inseguimento.

La successiva vi
a della Stamperia ci porta a piazzaTrevi dominata dalla Fontana di Trevi. “Marcello vieni!” è l’invito di Anita Ekberg a Marcello Mastroianni ne “La dolce vita” di Fellini; Totò che cerca di vendere la fontana ad un italo americano in Totòtruffa; il videoclip della canzone “Thank you for loving me” di Bon Jovi: tre scatti tra i tanti per celebrare questo spettacolare monumento romano. E da una via adiacente arriva un invito in cinese “Pokoto, pokoto!”. Lo ricordate? Vuol dire “Vai, vai” ed è parte di un esilarante dialogo tra Bombolo e Tomas Milian alias Ciu Ci Ciao in “Delitto al ristorante cinese”.  I chilometri corsi sono 39.

Stiamo per tornare a Piazza Venezia per l’ultimo sforzo ma c’è ancora il tempo per passare da via della Pilotta e da piazza della Pilotta. Il nome deriva da un antico gioco con la palla che si praticava nel Cinquecento e che consisteva nel colpire la palla con il pungo della mano adeguatamente fasciato. Tra l’altro da pilotta a pelota il passo è breve. Comunque nella piazza c’è la Pontificia Università Gregoriana. La via è caratterizzata da quattro archi che anticamente erano il passaggio da Palazzo Colonna ai suoi giardini sul retro. L’effetto scenografico è splendido.

Ci siamo ancora pochi passi di corsa e ci avviamo alla fase finale della nostra fatica, ecco di nuovo a piazza Venezia, via Petroselli, via dei Cerchi, il Circo Massimo e, infine, l'Arco di Costantino e il Colosseo. Le ragioni del cuore, quelle della mente e quelle delle gambe sono soddisfatte.


Per approfondire:


Vacanze Romane

Porta San Paolo

Dove vai in vacanza? - Vacanze Intelligenti

Portaportese

Campo Testaccio

Febbre da Cavallo - Il Tentato suicidio dell'Avvocato De Marchi e il bar di Gabriella

Tutti dentro

I Tartassati

Tre metri sopra il cielo

Fantozzi – Coppa Cobram

Guardie e Ladri

Fantozzi contro tutti - Scena iniziale

Febbre da cavallo – whisky maschio

Poveri ma belli

Fantozzi - Il tradimento di Pina

La Dolce Vita

Totòtruffa

 

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